L’evoluzione della bicicletta

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L’evoluzione della bicicletta nel tempo

Nonostante siano state indicate origini addirittura ad opera di Galileo, l’origine della prima bicicletta realmente utilizzata è da attribuirsi al barone Karl von Drais, che nel 1871 la inventò in Germania che, dal suo nome, fu chiamata dalla stampa Draisine (o anche, in Italia, draisina) e, più tardi, velocipede. Questo veicolo era costituito da due ruote fissate longitudinalmente su di un telai odi legno che nel mezzo aveva una sella. Il conducente si poneva a cavallo della macchina e si spingeva in avanti con i piedi, camminando perciò da seduto, sollevando i piedi dalla pavimentazione solamente di volta in volta per pochi tratti di breve lunghezza. Rispetto ai progetti precedenti (non ufficialmente certificati) il maggiore miglioramento apportato nella Draisina era l’aggiunta dello sterzo che permetteva di percorrere curve più strette di quelle possibili solamente sfruttando l’inclinazione del sistema uomo/mezzo rispetto il piani stradale come accadeva in precedenza.

La draisinia

La draisinia

La draisina di legno pesava circa 20 chili e, di fatto era molto simile alle biciclette moderne avendo cuscinetti nei movimenti ( le ruote di legno erano montate su boccole di ottone), un freno posteriore e nella geometria dell’avantreno, già prevedeva un’avancorsa della ruota anteriore per garantire l’effetto auto-stabilizzante che permette alle biciclette moderne di essere guidabili. I pedali al sistema vennero inseriti solamente 40 anni dopo l’invenzione della draisinia.

A questo punto della vita della draisinia, per una serie di motivi non verificati fra i quali l’avvento della ferrovia e la paura della perdita di equilibrio durante l’uso, si bloccarono ulteriori sviluppi del velocipede per i successivi 50 anni; I meccanici ora costruivano velocipedi in ferro, guidati tramite manubrio o pedali, a tre o quattro ruote per dare stabilità, ma con una più elevata resistenza al rotolamento. Wiliam Sawyer fu un produttore di successo dell’epoca con esportazioni in tutto il mondo.

Verso la fine del 1860 a Parigi venne sviluppato il velocipede  che sostanzialmente era come la draisinia, ma era costituito da una ruota anteriore di diametro maggiore rispetto a quella posteriore (ancora tutte due in legno con una copertura periferica in ferro) sulla quale erano montate coassialmente le pedivelle e i pedali.

Negli anni successivi (fra il 1860 e il 1870) le invenzioni relative alla bicicletta (che ancora aveva una configurazione a tre o quattro ruote nella sua configurazione più diffusa) crebbero, nel mondo, a dismisura e fu proprio di questo decennio l’inserimento dei copertoni di gomma sulle ruote per rendere più confortevoli i tragitti, il tentativo di inserire la trasmissione posteriore per rendere più sicure le percorrenze in curva (anche se ci vorranno più di 40 anni per la sua diffusione) e i cuscinetti a sfere sui movimenti.

Triciclo a pedali

Triciclo a pedali

Il biciclo fu la logica conseguenza di tutte le innovazioni apportate fino a quel momento. In esso la ruota anteriore venne enormemente ingrandita fino al limite della misura interna della gamba del ciclista (più larga era la ruota più lontano si andava con una sola pedalata), quella posteriore fu accorciata ed il telaio reso più leggero. Nel 1869 vennero inventate Da Eugene Mayer le ruote a Raggi che hanno contribuito a ridurre notevolmente il peso di questi veicoli a due ruote. Ulteriori sviluppi di questo periodo riguardano gli inserimenti dei cuscinetti a sfere, il montaggio dei copertoni solidi e l’allegeriento dei telai che adesso venivano costruiti per mezzo di tubi di acciaio divennero uno standard. In questo periodo le ruote delle High Bicycle poteveno raggiingere il metro e mezzo di diametro rendendole estremamente insicure nel loro utilizzo

Biciclo

Biciclo

Il ciclista si trovava con il baricentro molto distante da terra, accovacciato in modo precario sopra la ruota anteriore. Potendo ora raggiungere velocità elevate, anche una piccola asperità del terreno poteva portare come risultato ad una caduta in avanti procurandogli gravi lesioni o perfino la morte. “Cadere in avanti di testa” era un termine frequentemente usato senza accezioni umoristiche per descrivere questo abituale problema. La natura pericolosa di queste biciclette significò che il loro uso venne riservato ai giovani uomini avventurosi, rendendole poco attraenti per il grande pubblico: le persone più anziane e le donne continuavano a preferire invece i più stabili tricicli o quadricicli.

Dal 1880 venne costruita  la prima bicicletta di sicurezza, chiamata in questo modo perchè avendo ruote di dimensione molto ridotta portava il ciclista in posizione sicura per il suo utilizzi. Questo mezzo, di fatto è uguale alla bicicletta attuale con tanto di trazione posteriore e pneumatici e segna una linea di demarcazione netta per la nascita della bicicletta in chiave moderna come la intendiamo ora.

safety-bicycle

safety-bicycle

Fonti:

http://www.cyclinside.com/Storia-della-Bicicletta.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_bicicletta

http://www.storiadellabicicletta.com/cenzi/storia-della-bicicletta.html

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